29 agosto, ore 21:00

Piazze D’Autore, Piazza F. Torre

Maria Grazia Calandrone

Splendi Come VitaPonte alle Grazie 

La storia vera del grande e tormentato amore fra una madre adottiva e sua figlia;
dell’amore fra ogni madre e ogni figlia. Il romanzo autobiografico di una delle maggiori poetesse italiane.

«Splendi come vita è il libro che ho sempre desiderato leggere (e il libro che ho
sempre desiderato scrivere). Una donna allo specchio, una poetessa, trova le parole
esatte per dire il suo crescere al mondo, con tenacia, irriverenza, gioia e abbandono.
Un’;avventura del corpo e del pensiero».
Sonia Bergamasco

«Già con una, di origine, facciamo una certa fatica: la investiamo di radiazioni
oniriche, proiettiamo fantasmi. Di famiglie, in sorte, Maria Grazia ne ha avute due.
Lo specchio s’infrange, l’;infanzia sanguina, l’ombra di quelle radiazioni si fissa per
sempre.
Questo non è un romanzo, non è un autobiografia: è l’;esplosione di una stella».
Andrea Cortellessa

IL LIBRO
Splendi come vita fa quello che fa la letteratura alla sua massima potenza: ridà
vita a ciò che non c’è più, illuminando di riflesso la vita del lettore. Ma lasciamo
che a parlarne sia l’autrice.

«Splendi come vita è una lettera d’amore alla madre adottiva. È il racconto di
una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso
perduto. Non è la storia di un disamore, ma la storia di una perdita. Chi scrive
è una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c’è una
ferita primaria e la madre non crede più all’amore della figlia. Frattura su
frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un
quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine.
Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non più solo
come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua
storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria
madre esclusivamente come la propria madre, la si può finalmente “vedere”
come essere separato, autonomo e, per ciò, tanto più amabile».

Maria Grazia Calandrone

L’AUTRICE
Maria Grazia Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga,
autrice e conduttrice radiofonica per Rai Radio 3 e regista per CorriereTV. Ha
vinto i premi Montale, Pasolini, Trivio, Europa, Dessì e Napoli per la poesia, Bo-
Descalzo per la critica letteraria. Fra i suoi ultimi libri, Serie
fossile (Crocetti,2015), Gli scomparsi. Storie da «Chi l’ha
visto?» (Pordenonelegge, 2016), Il bene morale (Crocetti, 2017), Giardino
della gioia (Mondadori,2019). Porta in scena il videoconcerto Corpo reale. Ha
curato la rubrica di inediti «Cantiere Poesia» per Poesia (Crocetti). Suoi libri e
sillogi sono tradotti in molte lingue. Tiene laboratori di poesia in scuole
pubbliche, carceri, DSM. Il suo sito è www.mariagraziacalandrone.it.

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