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Roberto D’Alessandro in Il Cavalier Calabrese

UN CUSTODE DI UN MUSEO DURANTE CREDE DI ESSERE IL PITTORE DI CUI STA CUSTODENDO IL QUADRO E COSI’ , COME PER MIRACOLO, DIVENTA MATTIA PRETI.

Solo un miracolo poteva permettere ad un artista vissuto più di trecento anni fa, di gridare le proprie ragioni – le ragioni dell’arte – di fronte a un pubblico di oggi. Nello spettacolo “Il Cavaliere Calabrese”, questo miracolo si avvera (“spettacolo” e “miracolo”, a ben guardare, hanno la stessa radice etimologica) e Mattia Preti, maestro della pittura seicentesca, si materializza in teatro. Benché la sua opera fosse tutta dedicata alla divinità, l’artista è pervaso di umane passioni e si infiamma nel raccontare, come nessun critico saprebbe fare, la sua vita e i suoi capolavori. Lo spettacolo non pretende di fare dottrina, ma di raccontare in prima persona la storia di un uomo che sulla tela spese fino al suo ultimo respiro.

UNO SPETTACOLO DI GRANDE SUGGESTIONE PER RACCONTARE UN SECOLO (il ‘600) IN UN GRANDE ARTISTA CHE LO RACCHIUDE IN 70 ANNI DI CARRIERA.

BREVI SUL PITTORE

Mattia Preti nasce a Taverna il 14 febbraio 1613. All’inizio degli anni ’30 migra a Roma, presso il fratello maggiore Gregorio già avviato alla pittura.
Nel 1642 l’investitura che gli valse il titolo di Cavaliere di Malta permette all’ormai apprezzato artista di avere frequentazioni di rango nel proprio campo oltre che nell’àmbito sociale.
Dal 1653 il pittore soggiorna a Napoli ove esegue cospicue serie di affreschi e numerose pale d’altare, divenendo personalità di spicco nella città.
Nel 1661 è richiamato dal Gran Maestro dell’Ordine, il Cottoner, a Malta, dove si stabilisce e si impegna come pittore ufficiale dei Cavalieri dell’Ordine nella decorazione della cattedrale di San Giovanni a La Valletta e in numerose tele per le chiese dell’isola. Fino al 1699, anno della sua morte, produce a Malta una mole di opere di oltre 400 tra tele ed affreschi.
Dal 1672 realizza numerose tele nelle chiese della natia Taverna, molte delle quali sono esposte nella chiesa di San Domenico e nel Museo Civico.
La pittura è stata per Mattia Preti l’essenza della sua vita ed il tramite per avvicinarsi a Dio, tanto che amava dire ai poveri che considerava tanto: “per voi dipingo, non avendo per me bisogno di nulla”. Numerosi gli studi condotti sulla sua produzione pittorica.

LA DEGUSTAZIONE ENO-GASTRONOMICA

Non poteva mancare in uno spettacolo che parla di un grande pittore calabrese che ha vissuto i quattro quinti della sua vita lontano dalla sua terra, un momento di degustazione eno-gastronomica di prodotti tipici calabresi. Lui che ritorna a vivere dopo trecento anni, risente di nuovo fame e trova sul palcoscenico una tavola imbandita di soppersate, salcicce, nduja, freselle e vino della sua terra. Un uomo così generoso in vita non può che dividere la cena con gli astanti, così ne nasce un momento di gradevole commensalità che avrà il merito di far riscoprire, se ce ne fosse bisogno, i sapori di una terra generosa come la Calabria.

Data

Ago 26 2020
Expired!

Ora

21:00

Costo

Posto unico € 10,00

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Luogo

Hortus Conclusus
Categoria
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