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Cattedrale di Benevento

Cattedrale di BeneventoMappa

La cattedrale metropolitana di Santa Maria de Episcopio è il principale luogo di culto di Benevento, sede vescovile dell'omonima arcidiocesi metropolitana.
Esistente sin dalle origini della chiesa beneventana, fu quasi totalmente distrutta dai bombardamenti degli Alleati nella Seconda guerra mondiale, e successivamente ricostruita. La cattedrale si affaccia nella piazza omonima e alle sue spalle si trova il palazzo arcivescovile.

Il duomo di Benevento fu il primo tempio cristiano eretto nella città, in forma umile e primitiva, quando la nuova religione arrivò per le vie consolari romane nell'antica capitale del Sannio e vi fu stabilita la prima organizzazione ecclesiastica. L'edificio sorse nel centro dell'antica città romana: dove è ora la chiesa vi era il Campidoglio. La fondazione più antica è fatta risalire agli inizi del VII secolo, mentre le dimensioni odierne furono raggiunte con la riedificazione dell'VIII secolo, che trasformò l'antica chiesa nella cripta della nuova. Tale riedificazione è uno dei momenti più importanti di un complesso intervento urbanistico stimolato dal duca longobardo Arechi II, intento a ripristinare le dimensioni urbane di epoca romana, dopo che il goto Totila aveva distrutto le mura di cinta. Il duomo fu consacrato al tempo del vescovo Davide (782-796) e fu intitolato a Sancta Maria de Episcopio.

Il tempio fu rifatto, ampliato, trasformato diverse volte, e per questo non ebbe mai unità di stile, non fu mai l'espressione artistica di una determinata epoca, il che è, d'altra parte, un fatto comune a tutta l'architettura medievale. Anche quando avrebbe assunto la forma di chiesa a cinque navi con spazioso presbiterio, i suoi pregi artistici sarebbero stati da ricercarsi, più che nelle strutture architettoniche, nei particolari di sculture e di altri fregi marmorei o bronzei delle più disparate epoche.

Il principe longobardo Sicone verso l'anno 830 ampliò la cattedrale a tre navate e vi collocò colonne marmoree del più puro stile classico, che costituirono la caratteristica più inconfondibile del vecchio duomo di Benevento fino alla distruzione del 1943. Il principe Sicardo apportò ulteriori abbellimenti al tempio e ne arricchì il tesoro.

Nella seconda metà del secolo X, sotto il pontificato di Giovanni XIII, la città di Benevento divenne arcivescovado, il primo dell'Italia meridionale ed uno dei primi in Europa, con molte sedi suffraganee. In tale occasione, l'arcivescovo Roffredo apportò modifiche ed ulteriori ampliamenti alla cattedrale la quale, però, restò priva di una degna facciata e del campanile fino al XIII secolo. A questi, che attualmente sono i principali resti dell'antica cattedrale, provvidero, rispettivamente, i vescovi Ruggero e Romano Capodiferro.

Nel secolo successivo, l'interno del duomo si arricchì di due amboni, veri gioielli d'arte costruiti dal francescano Nicola di Monteforte.

Il 30 novembre 1456 la cattedrale, ormai completa, fu gravemente danneggiata da una scossa tellurica, ma venne riparata con l'aiuto di papa Pio II e consacrata il 4 novembre 1473 da Giacomo Appiano, vescovo di Gravina. Sembra che fu in questo restauro quattrocentesco che la chiesa fu divisa in cinque navate.

L'arcivescovo Giovan Battista Foppa, intorno alla metà del XVII secolo, dopo aver rialzato di molto il soffitto della navata centrale rispetto a quello delle quattro minori, lo rifece a cassettoni dorati, e lo stesso lavoro eseguì alla nave trasversale occupata dal presbiterio. Il barocco entrava così nel tempio, per regnarvi incontrastato nei successivi restauri.

L'arcivescovo Vincenzo Maria Orsini (poi papa Benedetto XIII) nel 1687 apportò ulteriori modifiche. Furono rinforzati dalle fondamenta i due muri laterali, furono abbattute, all'esterno, certe casupole addossate al campanile, e all'interno alcune cappelle disposte senza simmetria nelle navate laterali, l'altare centrale fu rivestito di marmi preziosi, venne rifatto il pavimento ed il coro e completato il soffitto; la cattedrale venne infine fastosamente decorata, così che quando il 14 novembre 1687 venne consacrata apparve rifatta più che restaurata.

Il violentissimo terremoto del 5 giugno 1688 la rovinò completamente, ma Orsini nel giro di quattro anni la fece ricostruire per essere riconsacrata solennemente il 26 maggio 1692, festa di San Filippo Neri.

Altri lavori però furono necessari dopo il terremoto del 1702, quando la chiesa finì per assumere la forma che sostanzialmente durò fino al 1943, quando gli eventi bellici della seconda guerra mondiale ne determinarono la totale distruzione.

Questa cattedrale fu rasa al suolo dagli alleati quattro giorni dopo l'armistizio, tra il 12 ed il 14 settembre del 1943; infatti, gli americani, nel tentativo di distruggere il ponte Vanvitelli sacrificarono e danneggiarono l'intero centro storico; a tanta devastazione si aggiunse anche l'abbattimento dei due archi ad opera dei tedeschi, nel momento della fuga. La facciata della cattedrale era protetta da una muraglia di sacche di sabbia, ma fu comunque colpita e danneggiata da risultare fortemente instabile; si ipotizzò la necessità di abbatterla, ma poi, grazie anche all’intervento dell'architetto che si occupava dei lavori, si riuscì a scongiurare tale soluzione con un intervento di fortificazione ad hoc, salvando la facciata risalente al XI secolo. Dopo la guerra, iniziarono le pratiche per la ricostruzione curate dall’arcivescovo mons. Agostino Mancinelli, sotto la direzione della Commissione pontificia di arte sacra, presieduta da Celso Costantini; fu la stessa commissione ad occuparsi della scelta dell'architetto Paolo Rossi De Paoli. Approntato il plastico, fu esposto al pubblico sul Corso Garibaldi, nei pressi dell'Arco di Traiano. Il primo luglio del 1950 si trovava a Benevento, per la fiera campionaria di piazza Risorgimento, il presidente della Repubblica dell'epoca, Luigi Einaudi; si profittò per invitarlo alla cerimonia per la posa della prima pietra. In quegli anni un po' ovunque, in tutta Italia, era in atto la ricostruzione; i lavori si svolgevano in economia e anche per la Cattedrale fu così; infatti ci volle un decennio, dal 1950 al 1960, a cui si aggiunse un ulteriore quinquennio per l'arredo. I lavori furono curati da una ditta romana, “Ente Romano Edilizia” che però ingaggiò anche operai del posto. Il 28 giugno 1965 la Cattedrale fu inaugurata da Raffaele Calabrìa, arcivescovo di Benevento. La consacrazione si tenne invece nel 1987, con tutto l'episcopato della metropolia di Benevento guidato da mons. Carlo Minchiatti. La porta di bronzo, avendo subito anch'essa i danni della guerra, fu sottoposta a restauro a Roma, sotto la direzione del prof. Sergio Angelucci, e venne riconsegnata solo nel 1999, ben 56 anni dopo i bombardamenti del 1943. Nel 2005 Serafino Sprovieri, arcivescovo di Benevento, avviò l'iter burocratico per ottenere il finanziamento dalla Conferenza episcopale italiana per la riqualificazione della Cattedrale. L'intento era quello di risolvere il problema relativo all'umidità e di rifare la pavimentazione. Prima di procedere con i lavori, essendo l'area di interesse archeologico, fu informata l'autorità competente.

La cattedrale è stata oggetto di lavori di recupero e valorizzazione durati 7 anni (dal 2 maggio 2005 al 11 ottobre 2012). I lavori sono stati interrotti numerose volte a causa del ritrovamento di diversi reperti archeologici, quasi tutti afferenti al tardo periodo romano della città, in particolar modo legati al culto pagano-egiziano installatosi per poco tempo all'epoca. Tali ritrovamenti sono stati resi accessibili e visitabili, grazie al rialzamento della quota originaria della pavimentazione della Cattedrale di circa 30 cm. È stata riaperta al pubblico con una cerimonia ufficiale l'11 ottobre 2012, in concomitanza con il nuovo anno pastorale e l’inizio dell’Anno della fede, nonché con il 50º anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e del 20° del Catechismo della Chiesa cattolica. La celebrazione è stata presieduta da Andrea Mugione, arcivescovo metropolita di Benevento, hanno concelebrato mons. Serafino Sprovieri, arcivescovo emerito di Benevento, Francesco Zerrillo, vescovo emerito di Lucera-Troia, Valentino Di Cerbo, vescovo di Alife-Caiazzo e don Beda Umberto Paluzzi, abate di Montevergine.

Spettacoli

Data Titolo Luogo Genere
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