28/08/2025 alle 20:30 - 2025, Festival, Piazze d'Autore

Piazze d’Autore – Antonio Spadaro presenta “Da Francesco a Leone”

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    Piazza F. Torre - Corso Garibaldi

ingresso libero

«Scrivere è stato per me un modo per salutare un Papa che ho conosciuto e accompagnato per dodici anni, e allo stesso tempo per accogliere l’inedito che si affacciava nei primi gesti e silenzi di Leone XIV» Antonio Spadaro

Bologna, 14 luglio 2025 – «Francesco ci ha lasciato il fuoco, non le ceneri». È una delle immagini più potenti con cui Antonio Spadaro, teologo e già direttore de La Civiltà Cattolica, racconta la transizione storica da papa Francesco a Leone XIV. Il suo nuovo libro, Da Francesco a Leone (EDB), raccoglie il diario personale, spirituale e politico di quei giorni eccezionali: la morte di Jorge Mario Bergoglio, i funerali, l’attesa del Conclave e l’elezione di un nuovo pontefice. Ma è anche molto di più: è una mappa per orientarsi nel cambiamento d’epoca che la Chiesa sta attraversando. 

«Non si tratta solo del passaggio da un pontificato a un altro – spiega Spadaro – ma di una soglia tra epoche, segnata dalla parola “inquietudine”, che Francesco ha affidato agli agostiniani e che Leone XIV ha fatto sua fin dal primo discorso». Inquietudine come desiderio, come ricerca, come apertura al nuovo. È il filo rosso che attraversa tutto il volume. 

Scritti “a caldo”, durante momenti di profonda commozione collettiva, gli articoli di Spadaro, originariamente pubblicati su riviste, giornali e canali digitali, diventano in questo volume una narrazione unitaria e meditata.

Il libro si apre con un’analisi dell’eredità di Francesco«Una rivoluzione a piccoli passi», come la definisce Spadaro, fondata non su piani ideologici, ma su un governo spirituale guidato dal discernimento. «Francesco non ha avuto un programma politico. Ha rifiutato le riforme prêt-à-porter. Ha preferito l’azione che scaturisce dall’ascolto del popolo di Dio», spiega. Emblematico è il caso del Cile, quando, a seguito di uno scandalo sugli abusi, il Papa ammise pubblicamente gravi errori di valutazione: «Solo immergendosi nel dolore del popolo ha capito la realtà», ricorda Spadaro. 

Accanto alla misericordia, altro pilastro dell’azione di Francesco è stata la sinodalità«Ha promosso una Chiesa dove si ascolta e si cammina insieme, dando voce anche a laici e donne», scrive Spadaro. E ha combattuto l’“indietrismo”, quel riflusso nostalgico che rifiuta la spinta conciliare: «Tornare indietro, per Francesco, significava tradire lo Spirito del Risorto». 

Ampio spazio è dedicato alla visione geopolitica e sociale del Papa argentino: la scelta preferenziale per i poveri, l’ecologia integrale, il ripudio della guerra. «Ha saputo parlare al mondo intero, non solo ai fedeli», osserva Spadaro. «Con Laudato si’ ha messo in dialogo giustizia sociale e ambientale. Con Fratelli tutti ha chiamato l’umanità a riscoprirsi come comunità globale». 

Una delle intuizioni più forti del libro è quella che Spadaro chiama «il passaggio dalla storia come prodotto alla storia come processo». «Francesco ha insegnato che conta avviare cammini, non occupare spazi», spiega. E ha invitato la Chiesa ad affrontare con coraggio il pluralismo delle differenze- «La vera sfida non è l’unità, ma la diversità – scrive l’autore –. L’unità ecclesiale si costruisce attraversando i conflitti, non evitandoli». 

Il libro è anche una riflessione sul nuovo pontefice«Leone XIV guarda lontano», scrive Spadaro. «È un Papa figlio delle Ande, cresciuto tra i campesinos del Perù, profondamente agostiniano. Parla con sobrietà e decisione. Rifiuta ogni forma di potere mondano». Già nei suoi primi interventi, ha lasciato intendere lo stile del suo pontificato: sinodale, spirituale, “disarmato e disarmante”. 

Un intero capitolo è dedicato alla grande sfida dell’intelligenza artificiale: «Non è solo una questione tecnica, ma spirituale e antropologica. Il nuovo Papa dovrà accompagnare l’umanità nel custodire l’umano nell’epoca degli algoritmi». Secondo Spadaro, «la teologia dovrà diventare anche “cyberteologia”, capace di interrogare il senso della vita in un tempo dominato dai dati e dall’iperconnessione». 

In appendice due testi preziosi: una prefazione di Francesco su sant’Agostino e un’intervista inedita del cardinale Prevost, che offre uno sguardo spontaneo e profondo sulla visione di Chiesa che anima il nuovo vescovo di Roma. 

In un momento di forti polarizzazioni anche all’interno della Chiesa, Da Francesco a Leone è un libro necessario. Perché restituisce il senso di una fede inquieta e in cammino, capace di custodire il fuoco del Vangelo anche nel cuore della complessità contemporanea. «Una Chiesa inquieta è una Chiesa viva», conclude Spadaro. E questo libro ne è la testimonianza più autentica. 

Antonio Spadaro Gesuita, Antonio Spadaro è nato a Messina nel 1966. Vive a Roma. Dal 2011 è direttore della rivista La Civiltà Cattolica, per la quale scrive dal 1994. È consultore del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Insegna presso la Pontificia Università Gregoriana. È autore di molti volumi.