28/08/2026 alle 19:30 - 2026, Festival, Piazze d'Autore

Enrico De Agostini presenta “GIOS”

Gangemi Editore

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    Palazzo Paolo V

ingresso libero

Se fosse vivo, Gios oggi avrebbe cent’anni. Un vecchio cadente. Lui che era il simbolo della giovinezza – dell’esplosiva, esuberante, incontrollabile giovinezza – aggrappato a uno di quei carrellini, e magari accompagnato da una badante. Impossibile anche solo immaginarlo. Gios con due tubicini trasparenti che gli escono dal naso, con la voce rotta e il corpo rinsecchito? Non è nemmeno concepibile. Il fato, a volte, è beffardo, ma voglio credere che ci sia qualcosa di armonico nella sua morte prematura, a cinquantuno anni. 

A quarantotto anni dalla sua morte, di Gios de Agostini restano le sue opere, sparse un po’ in tutta Italia. Tante di loro a Benevento, la sua città. Il Rotary Club di Benevento organizzò una retrospettiva su di lui, a cinque anni dalla scomparsa, nel 1983. Poi il silenzio. Persino molti dei proprietari dei suoi dipinti, poco o nulla sanno di come essi siano stati concepiti, cosa abbia ispirato l’artista e quali siano le convinzioni alla base della sua arte.

Credo che sia giunto il momento di colmare questa lacuna e di narrare la storia di un pittore dallo straordinario talento e dalla breve esistenza. Quante volte mi è stato chiesto di descrivere le sue opere, di dire a quale genere pittorico appartenessero? Non ho mai saputo rispondere. E non solo perché non sono un critico d’arte, ma perché credo che Gios sia sempre sfuggito a qualsiasi categorizzazione, nelle sue creazioni, come nella vita. L’unico modo per spiegare l’arte di Gios è raccontarne la storia umana, che con essa si fonde.

Più che una monografia, dunque, questo è il un ritratto di un personaggio la cui fisionomia è definita dai contorni spesso evanescenti dei suoi dipinti, dai tratti sintetici dei suoi disegni e delle sue poesie, ma anche dalle turbolenze che hanno segnato la sua vita.