01/01/1970 alle - 2026, Festival, Teatro

Nel 2026 ricorre il doppio anniversario della nascita e della scomparsa di Annibale Ruccello (1956-1986), antropologo, drammaturgo, regista e attore teatrale fra i più importanti del secolo scorso in Italia. Dopo aver collaborato con Roberto De Simone, Ruccello inizia a scrivere, dirigere e interpretare i suoi pluripremiati testi, come Le cinque rose di Jennifer e Ferdinando, apprezzati in Italia e in Europa, con attrici quali Isa Danieli e Adriana Asti e recentemente con un regista come Claudio Tolcachir. Insieme a Manlio Santanelli e a Enzo Moscato, Annibale Ruccello è considerato l’artefice della nuova drammaturgia napoletana post Eduardo De Filippo, che ha accompagnato la nascita di figure come Mario Martone, Toni Servillo e Antonio Neiwiller originando l’esperienza di Teatri Uniti, fondamentale per il nuovo teatro e il nuovo cinema italiano.
Annibale Ruccello ha condiviso il suo percorso con il Teatro Nuovo di Napoli, storica casa dell’opera buffa napoletana, dei fratelli De Filippo e di Totò, fino alla sua tragica scomparsa, a soli trent’anni, in un incidente stradale proprio all’indomani di una rappresentazione del suo Mamma, piccole tragedie minimali.
La Casa del Contemporaneo di Napoli, che ha proseguito il percorso del Teatro Nuovo e dal 2022 accoglie e integra alcune delle istanze artistiche di Teatri Uniti, sceglie di ricordare Annibale Ruccello partendo dalla sua città natale Castellammare di Stabia, patria di un altro genio teatrale del Novecento, Raffaele Viviani. Fra le varie iniziative, un nuovo allestimento di Mamma, piccole tragedie minimali, affidato alla reinvenzione scenica di Enrico Ianniello, da trent’anni attivo membro di Teatri Uniti e prezioso anello di congiunzione fra la drammaturgia napoletana e quella catalana, attraverso autori quali Jordi Galceran e Pau Mirò e con opere come Plou en Barcelona, El metode Gronholm, Els jugadors e Conversaciones con mamá.
Enrico Ianniello affiancato dalla brillante presenza in scena di Fabrizia Sacchi, fra le migliori attrici italiane della sua generazione, farà rivivere l’ultima opera di Annibale Ruccello, che attraverso un innovativo linguaggio convulso e immaginifico esplora e mette ferocemente a nudo l’archetipo femminile della maternità, anticipando tematiche e meccanismi che in tre decenni si sono ingigantiti parossisticamente esasperando la nostra comica tragicità quotidiana.