25/08/2026 alle 20:45 - 2026, Festival, Teatro
Hortus Conclusus

di e con Maurizio de Giovanni
Con Marianita Carfora, Giacinto Piracci, Rocco Zaccagnino e
Marzo Zurzolo
Adattamento e scrittura scenica di Annamaria Russo
“L’amore è un sentimento vigliacco, guaglio’. È come un liquido, pensi di tenerlo in mano ma quello scivola attraverso le dita. L’amore è sempre disperato, ma ha sempre qualche speranza. L’amore non si rassegna. E allora, anche se lui non vuole darle problemi, anche se pensa di averla irrimediabilmente perduta, anche se è notte ed è autunno e il mare e il cielo non hanno una linea di confine, lui sa che lo scoglio è là, al suo posto. E allora glielo dice come se la schiaffeggiasse, perché uno schiaffo e una carezza sono lo stesso movimento, hanno solo forza diversa.
Ma che guaio che è, questo amore.
Sì, però senza l’amore, maestro, niente vale la pena, no? Tutta questa musica, le canzoni, poesie e parole… “
Ci sono storie che sono come canzoni. Ci sono storie che scorrono tra le pieghe di altre storie. Storie dolcissime, disperate. Ci sono storie che segnano lo scorrere dei giorni. Nei romanzi di Maurizio de Giovanni ci sono storie così. Storie che spuntano tra le pagine di un’altra storia per regalare una sospensione struggente. Storie che i lettori hanno imparato ad amare e cha aspettano di veder sbucare tra i meandri di un’indagine, tra gli incubi del commissario Ricciardi. Storie che hanno il colore, i ritmi, la malinconia di Napoli e della vita che brulica tra vicoli e palazzi della città. Ci sono storie che sono come canzoni.
Ci sono storie bellissime che chiedono di essere raccontate. E che solo chi le ha scritte può raccontare con gli accenti, le pause, i ritmi del cuore. Ci sono storie splendide che chiedono di essere cantate. E solo la musica nella quale si sciolgono le parole può farle vibrare davvero.
Canzoni per il commissario Ricciardi è uno spettacolo teatrale che intreccia parola, memoria e musica, dando voce a una Napoli intima e stratificata. Attraverso una selezione di storie emblematiche, Maurizio de Giovanni conduce il pubblico dentro l’universo umano e sentimentale che ruota intorno al personaggio del commissario Ricciardi, collegando ogni narrazione a una canzone della grande tradizione melodica partenopea.
Le canzoni non sono semplici citazioni musicali, ma diventano dispositivi narrativi e affettivi: custodiscono ricordi, evocano luoghi, restituiscono atmosfere, riattivano una memoria collettiva che attraversa generazioni. Ogni melodia è una traccia emotiva che mette in relazione il vissuto individuale con l’identità profonda della città.
La struttura dello spettacolo alterna racconto, evocazione musicale e silenzi, creando un ritmo fatto di sospensioni, ascolto e risonanze interiori.